Accedi al sito
Serve aiuto?

Patologie del gomito

Displasia del gomito

La displasia di gomito è una patologia ortopedica ereditaria che insorge nel periodo dello sviluppo e determina delle alterazioni articolari permanenti. Consiste nello sviluppo, nell’articolazione in crescita, di diverse problematiche come la frammentazione di una porzione di cartilagine (processo coroideo mediale dell’ulna-FCP), la mancata unione del processo ancone dell’ulna (UAP), l’osteocondrite dissecante (OCD) e l’incongruenza articolare che portano ad uno sviluppo anomalo dell’articolazione con conseguente degenerazione irreversibile.
Le cause che entrano in gioco nel determinare la displasia di gomito sono di natura genetica, ambientale e nutrizionale.
La genetica è sicuramente il fattore più importante, senza la componente genetica infatti non può esistere displasia. La modalità di trasmissione ereditaria è complessa e la malattia può essere trasmessa da un genitore ad un discendente anche se il genitore non presenta displasia perché questi può essere “portatore sano” dei geni della malattia.
Nell'espressione della gravità della patologia sono interessati anche importanti fattori ambientali quali l'alimentazione, il tipo e la quantità dell’esercizio fisico, eventuali traumi e possibili malattie concomitanti. Questi fattori ambientali sono in grado di incidere sul grado della displasia, quindi sulla gravità dell’espressione della malattia, ma, in genere, non sulla presenza o l’assenza della patologia.
La displasia del gomito interessa i cani in accrescimento, di età compresa tra i 4 e i 10 mesi di età, appartenenti a razze di media e grossa taglia. Si manifesta con la zoppia anteriore che insorge solitamente a partire dai 4 ai 6 mesi di età. Nei casi di interessamento dei gomiti di entrambe le zampe anteriori le manifestazioni sono più subdole: i cani presentano andatura incerta a piccoli passi e riluttanza al movimento senza zoppia evidente.

Diagnosi precoce
Evidenziare la malattia nella sua fase iniziale permette al medico veterinario di mettere in atto le misure necessarie per contrastare o per limitare il più possibile il suo sviluppo. I primi segni di displasia si possono già rilevare all’età di 4 mesi; è pertanto fortemente consigliato sottoporre tutti gli animali appartenenti a razze a rischio, anche se non mostrano sintomi, ad una valutazione ortopedica e radiografica precoce.Con la valutazione precoce dell’articolazione è possibile rilevare i segni radiografici precoci della patologia e quindi agire di conseguenza prima che si instaurino i danni cartilaginei e l’artrosi

Terapia 
In funzione della gravità delle alterazioni riscontrate nel cucciolo saranno consigliati i rimedi più opportuni. Nei casi più lievi si potrà intervenire sulla gestione del cucciolo durante la crescita, attraverso il controllo dell’alimentazione e opportune norme di comportamento tenendo sotto controllo lo sviluppo articolare. Nei casi più gravi potranno essere indicati degli interventi chirurgici correttivi che risultano spesso efficaci nell’invertire la tendenza alla displasia.


Mancata unione del processo anconeo dell'ulna (UAP)

E’ una delle patologie che determinano displasia di gomito e consiste nella mancata unione di una porzione dell’osso ulnare chiamata processo anconeo al restante corpo dell’ulna. Interessa soggetti in accrescimento appartenenti a razze di taglia grande /gigante o condrodistrofiche (Bassethound). La mancata fusione del processo anconeo dell’ulna è determinata da una crescita più rapida del radio rispetto all’ulna; tale crescita trasmette una pressione sul processo anconeo che, non essendo ancora fuso con l’ulna, si stacca da essa. La patologia esita in un’instabilità dell’articolazione con conseguente degenerazione artrosica irreversibile.
I cani colpi
ti mostrano zoppia anteriore, a volte intermittente, che può comparire per la prima volta attorno ai 4-5 mesi di età. La UAP bilaterale (che colpisce i gomiti di entrambe le zampe anteriori) determina una sintomatologia più subdola con andatura rigida a piccoli passi e riluttanza al movimento, causa spesso di una diagnosi tardiva.
Il trattamento della patologia è sempre chirurgico. Nelle forme iniziali è sufficiente eseguire un’osteotomia dinamica dell’ulna per contrastare la pressione sul processo anconeo dovuta alla crescita più rapida del radio. Nelle fasi più avanzate è necessario fissare il processo anconeo staccato con una vite metallica che permette la fusione dell’osso.

 

Incompleta ossificazione del condilo omerale (IOHC)

E’ una patologia dovuta alla alterata o ritardata ossificazione della porzione dell’omero facente parte dell’articolazione del gomito (condilo omerale) che predispone ad una frattura articolare completa provocata anche da traumi banali. Colpisce più frequentemente i cani di razze Spaniel (Cocker, Epagneul Breton, Springer Spaniel) prevalentemente di sesso maschile. La malattia decorre spesso in modo asintomatico, tant’è che spesso ci accorge del problema solo in caso si verifichi una frattura.
Il trattamento è chirurgico e consiste nell’inserimento di una vite metallica che comprimendo le due porzioni ossee non unite ne favorisce la fusione.